Canyoning

Canyoning/ Torrentismo in Toscana

Oggi parliamo di Team Building attraverso l’attività di Canyoning (o Torrentismo), esperienza per la quale spesso ci contattano varie aziende italiane ed europee. In questo caso si è trattato di un’azienda norvegese che ci ha richiesto di organizzare un weekend in Toscana con team building per i suoi dipendenti. Erano tutti amanti della natura e non potevamo scegliere un posto migliore della Garfagnana per fare un’attività come il canyoning.

Abbiamo svolto questa attività nel Rio Selvano con le nostre guide, che ovviamente sono esperti selezionati, hanno provato mille volte i percorsi, conoscono ogni angolo e ogni roccia del percorso. Per tutta l’attrezzatura (come il casco, la muta, le imbracature, i calzari) abbiamo provveduto noi come agenzia. Abbiamo portato tutto il necessario presso il punto di incontro, dove il gruppo poi è stato diviso in due team.
L’azienda ci ha chiesto di lavorare sul senso di unione, di fiducia e di sicurezza dei partecipanti. Per costruire la sicurezza, come ci indica il prof. Alex Pentland del prestigioso MIT di Boston, “dobbiamo lavorare sui segnali di appartenenza”.

Quindi che cosa abbiamo fatto? Per i due team abbiamo distribuito dei fantastici braccialetti, creati appositamente per questo evento, ciascuno con una frase scritta sopra che ispirava e incoraggiava al prestare aiuto e ad essere uniti. Così ognuno poteva provare un forte senso di appartenenza alla propria squadra.
In questo genere di esperienze solitamente introduciamo anche la figura di uno psicologo, un motivatore esperto in crescita personale, che nell’occasione analizza gli aspetti del team da migliorare. È una figura importante che aiuta moltissimo l’azienda committente fin da subito e le squadre prima dell’inizio dell’attività, con una introduzione prima della partenza, al momento della consegna dell’attrezzatura.

Durante questa introduzione, che può essere fatta separatamente per le due squadre, oppure collegialmente (come in questo caso specifico) si danno indicazioni sulle modalità di comunicazione all’interno di ciascuna squadra. Per esempio: tutti devono avere la possibilità di parlare, ognuno deve fare attenzione all’altro, tutti devono sentirsi ascoltati, nessuno deve essere sprezzante o interrompere l’altro perché è importante condividere la propria vulnerabilità.
Non a caso, come sostiene il professore di Harvard, Jeff Polzer: “Vige la regola che nei contesti in cui va bene ammettere le proprie fragilità, le persone iniziano a connettersi maggiormente, iniziano a fidarsi”.

Quindi, si è creato un clima di grande amicizia e collaborazione con le nostre guide, e alla fine il direttore dell’azienda si è dimostrato interessato ad offrire ai propri collaboratori un’altra esperienza come attività di Incentive (per saperne di più, leggi l’articolo dedicato, qui sul nostro magazine).
Ha scelto una delle nostre cene toscane, con degustazioni di vino e altri prodotti tipici toscani, in cui sono programmati anche momenti di formazione relativi alle tecniche di produzione, alle proprietà organolettiche, oltre a una gara a gruppi fra i partecipanti.

Insomma, queste esperienze dimostrano quanto sia importante costruire un forte spirito di squadra all’interno del proprio gruppo di lavoro, indipendentemente dal settore (sono nostri clienti aziende dei settori più diversi, dalla produzione di arredamento alla vendita di servizi, dall’ingegneria alla consulenza finanziaria).

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